Costi e scelte

WordPress o sito su misura? Quando conviene restare e quando uscire

Francesco De Felicis 5 min di lettura

Quando un cliente decide di rifare il sito, come nel caso che ho raccontato qui, la domanda successiva arriva sempre: "E lo rifacciamo in WordPress?"

Lavoro con WordPress da molti anni e sviluppo anche applicazioni su misura, in Angular e Node.js. Quindi non ho interesse a venderti l'uno o l'altro: mi interessa che tu non paghi due volte. In questo articolo trovi i criteri che uso per decidere, e i casi in cui la risposta onesta è "resta dove sei".

Cosa fa bene WordPress

Partiamo dai fatti. Secondo W3Techs, a luglio 2026 WordPress è usato dal 41% di tutti i siti web e circa il 59% dei siti che usano un CMS. Non è una moda: è lo standard.

I motivi sono concreti:

  • Chi gestisce i contenuti lavora da solo. Articoli, pagine, immagini: l'editor lo impara chiunque.
  • Il costo di partenza è basso, perché molte funzioni esistono già come plugin.
  • Trovi facilmente chi ci lavora. Se domani il tuo sviluppatore sparisce, un altro può subentrare.
  • Continua a evolversi. WordPress 7.0, uscito a maggio 2026, ha aggiunto la modifica dei contenuti a più mani e i collegamenti ai servizi di intelligenza artificiale.

Per un sito vetrina, un blog, un sito aziendale con pagine e notizie, WordPress resta quasi sempre la scelta più sensata. Se il tuo sito è questo, puoi fermarti qui: ti serve un WordPress fatto bene e mantenuto, non un'alternativa.

Dove WordPress inizia a costare

I problemi arrivano quando il sito smette di essere un sito e diventa un'applicazione. I segnali tipici sono questi:

  • Area riservata con logiche vere: clienti che vedono i propri ordini, documenti, pratiche, scadenze.
  • Integrazioni con altri software: gestionale, CRM, magazzino, fatturazione, che devono scambiarsi dati in automatico.
  • Calcoli e regole di business: preventivi dinamici, listini per cliente, prenotazioni con vincoli.
  • Tanti plugin incollati insieme per ottenere una funzione che WordPress non ha.

L'ultimo punto è il più sottovalutato. Ogni plugin è una dipendenza: codice scritto da qualcun altro, con i suoi tempi di aggiornamento e le sue falle. Secondo Patchstack, il 91% delle vulnerabilità scoperte nell'ecosistema WordPress nel 2025 stava nei plugin. Un sito con trenta plugin per simulare un gestionale è un sito che costa caro da mantenere, lento e fragile, anche se è costato poco da costruire.

Le alternative, senza tifo

Tra "WordPress così com'è" e "software da zero" ci sono vie di mezzo. Le quattro strade che propongo più spesso:

1. WordPress fatto bene. Tema sviluppato su misura, pochi plugin scelti con criterio, manutenzione regolare. È la soluzione giusta per la maggior parte dei siti aziendali, ed è spesso quello che serve a chi pensa di dover uscire da WordPress.

2. Sito leggero. Per un sito vetrina che cambia poche volte l'anno, un sito con un CMS leggero o generato in pagine statiche è velocissimo, ha pochissimo da aggiornare e quasi nessuna superficie d'attacco. Il limite è che è meno flessibile se vuoi pubblicare spesso.

3. WooCommerce o Shopify per l'e-commerce. WooCommerce lascia più libertà e resta dentro WordPress; Shopify costa un canone ma ti toglie quasi tutta la manutenzione tecnica. La scelta dipende da quanto vuoi personalizzare e da chi gestirà il negozio.

4. Web app su misura. Quando c'è una logica di business da gestire (portale clienti, gestionale, prenotazioni complesse, integrazioni), costruire l'applicazione su misura costa di più all'inizio ma fa esattamente quello che serve, senza pezzi superflui. Il sito pubblico può anche restare in WordPress e parlare con l'applicazione.

La scelta in una tabella

La tua situazione Scelta che di solito conviene
Sito vetrina, aggiornato raramente Sito leggero, oppure WordPress semplice
Sito aziendale con blog e notizie frequenti WordPress fatto bene
Negozio online con catalogo standard Shopify o WooCommerce
Negozio con regole particolari o integrato col gestionale WooCommerce personalizzato o soluzione su misura
Area clienti, pratiche, documenti, preventivi dinamici Web app su misura, con sito pubblico a parte
WordPress con molti plugin che fanno da gestionale Valutare di separare: WordPress per i contenuti, app su misura per il resto

Il costo vero da confrontare

L'errore più comune è confrontare solo il prezzo di partenza. Il confronto giusto guarda tre anni:

costo di realizzazione + manutenzione per tre anni + costo delle modifiche che ti serviranno.

Un WordPress con trenta plugin può costare poco il primo giorno e molto ogni volta che devi cambiare qualcosa, perché ogni modifica rischia di rompere un altro pezzo. Una web app su misura costa di più il primo giorno, ma se il tuo lavoro gira intorno a quelle funzioni, ogni modifica successiva è più prevedibile. Nessuna delle due è sempre la più economica: dipende da quanto il sito è centrale per il tuo lavoro.

Per darti un ordine di grandezza con i miei prezzi: un sito multipagina parte da 1.490 €, una web app su misura da 6.900 € (IVA esclusa). I dettagli sono nella pagina Pacchetti e Listino, e alcuni esempi di lavori sono qui.

Quattro domande per decidere

  1. Chi aggiorna i contenuti, e quanto spesso? Se li aggiorni tu ogni settimana, WordPress ti semplifica la vita. Se cambiano due volte l'anno, forse non ti serve.
  2. Il sito deve solo mostrare, o deve anche fare? Mostrare pagine è il mestiere di WordPress. Calcolare, gestire utenti e processi è il mestiere di un'applicazione.
  3. Quanti plugin hai oggi, e quanti ne usi davvero? Se non sai rispondere, parti da qui: spesso metà si possono togliere.
  4. Quanto ti costa un giorno di sito fermo? Più il sito è centrale per il tuo lavoro, più ha senso investire in una base solida e in una manutenzione seria.

In sintesi

WordPress non va abbandonato perché "è vecchio", e non va tenuto perché "l'abbiamo sempre usato". Va scelto quando il sito è fatto soprattutto di contenuti. Quando il sito diventa uno strumento di lavoro, con utenti, dati e processi, conviene costruire quello strumento su misura e lasciare a WordPress quello che sa fare meglio.

Se non sai in quale dei due casi ti trovi, ne parliamo.


Fonti: W3Techs, dati sull'uso dei CMS (luglio 2026); Patchstack, "State of WordPress Security in 2026"; WordPress.org, note di rilascio di WordPress 7.0.

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